Sei in: Home > Studenti > Foietta Enrico

Dott. Enrico Foietta

  • Dottorato: 28° ciclo
  • Matricola: 281677

Contatti

Curriculum vitae

Curriculum Vitae

Tesi di dottorato

Progetto di ricerca: l’urbanistica di Hatra      

 

Il progetto di ricerca che si intende proporre riguarda lo studio e l’analisi degli spazi urbani di Hatra. Le ragioni che hanno motivato tale scelta sono molteplici:

  • L’importanza del centro di Hatra nel panorama delle ricerche sulle città di periodo partico.
  • La mancanza di studi settoriali recenti legati all’urbanistica del centro.
  • Il lavoro svolto nel corso della tesi specialistica  presso questa stessa università sulle difese del sito.
  • Le molte informazioni inedite appartenenti alla missione archeologica italiana diretta dalla prof.ssa R. Ricciardi Venco, composte da appunti, fotografie, piante e schizzi.
  • La presenza di un duplice polo di ricerca (UniTO e CRAST[1]) che si occupa di tematiche legate alla nascita e allo sviluppo delle città nel Medio e Vicino Oriente con un’attenzione particolare ai periodi seleucide, partico e sasanide[2].  

 

Obiettivo principale del lavoro è la descrizione e, soprattutto, la comprensione dell’impianto urbano di Hatra, fornendone prima una descrizione a livello generale con l’analisi della sua forma cittadina, per poi passare  all’individuazione e allo studio dei quartieri principali, delle aree templari e di quelle pubbliche. Gli elementi che compongono il tessuto urbano saranno vagliati singolarmente e in rapporto alla loro localizzazione nello spazio. Andando nello specifico, saranno analizzati gli edifici e le aree pubbliche  (strade, piazze, fortificazioni, aree non costruite, palazzi), le strutture e le aree templari (temenos centrale e templi minori) e le zone residenziali.

 

Altro obiettivo del progetto sarà il tentativo di riconoscere le fasi di sviluppo della città, vagliando e verificando, quindi, alla luce dei dati posseduti e, particolarmente di quelli che sarà possibile acquisire, la cronologia generale del sito.

 

L’importanza del progetto, si vuole sottolineare fin da subito questo aspetto, è legata alla possibilità di utilizzo dei dati inediti appartenenti alla missione archeologica italiana (topografia 1987-1989, fotografie, appunti), che acquisiscono ancora maggiore rilevanza vista l’impossibilità attuale di svolgere indagini dirette sul sito.

 

Metodologia e sviluppo del progetto

 

La prima parte del lavoro consisterà nel censimento, raccolta e revisione dei dati appartenenti alla missione italiana (topografia, quaderni di appunti). Sarà, poi, necessario digitalizzare e vettorializzare tutti i dati ritenuti corretti relativi alle strutture e all’urbanistica della città. Primo elemento da produrre in ordine di tempo dovrebbe essere la restituzione di una nuova pianta del sito sfruttando le informazioni topografiche italiane (fig. 1) vagliate, integrate e verificate, vista, anche, la mancanza di rilievi in alcuni macro-quadrati del sito, dai dati che possono esser desunti da immagini satellitari, radar e aeree[3]. L’auspicio di una pianta aggiornata del sito proviene da vari studiosi. S. Hauser che recentemente si è occupato dell’analisi di fotografie satellitari del terrapieno sasanide e delle hollow-way che si dipartono da Hatra[4], indicava già nel 1998 questa necessità, annotando, inoltre, che la pianta generale di W. Andrae rappresenta la città molto più tondeggiante di quanto non appaia dalle fotografie aeree e che, attraverso le immagini aeree e satellitari si potrebbe riprodurre una pianta con la maggior parte delle abitazioni e delle strade[5].  La digitalizzazione e vettorializzazione della topografia italiana (GIS e CAD) e, soprattutto, l’analisi e la lettura delle immagini satellitari e aeree necessiteranno l’acquisizione di nuove conosce tecniche (Remote Sensing), che verranno sviluppate grazie alla collaborazione del Politecnico di Torino[6]. L’utilizzo di tecniche di telerilevamento diverse (Remote Sensing, Radar, LIDAR) potrebbe produrre, attraverso lo studio e il confronto delle anomalie, utili informazioni sui materiali impiegati nelle costruzioni. Tale dato risulterebbe particolarmente interessante nel caso di Hatra, poiché nel sito le tre principali tecniche costruttive sono distinte proprio in base alle materie prime utilizzate (pietra, pietra e mattone crudo, mattone cotto).

 

Dopo aver prodotto la pianta generale, si costruirà un database relazionale contenente i dati relativi ai singoli elementi urbanistici (strade, piazze, aree con funzioni diverse: templari, pubbliche, domestiche ecc.). Tale vasto corpus comprendente dati editi e inediti costituirà la base di lavoro per raggiungere gli obiettivi sopra indicati. Grazie alla pianta e alla lettura delle fotografie satellitari e aeree si auspica di poter individuare, in base alla forma, nuovi templi all’interno dell’impianto urbano e di delimitare alcuni complessi di abitazione inseriti nei quartieri. Questo studio risulta, quindi, fondamentale come banca dati per la pianificazione di nuove campagne di scavo sul sito che, si spera, potranno essere svolte in futuro.

 

Lo studio delle fortificazioni, già sviluppato da chi scrive durante la tesi specialistica, risulta essere parte integrante del nuovo progetto. Le mura esterne, infatti, sono i limiti dell’abitato e sembrano seguire con il loro tracciato e progetto regole specifiche (es. inserimento delle tombe-torri nella cortina principale) con  effetti, che dovranno essere più specificatamente indagati, sullo sviluppo urbano. Alcune questioni verranno approfondite, soprattutto alla luce delle nuove ipotesi cronologiche formulate sulle varie cortine difensive presenti nel sito.

 

Si auspica, inoltre, di poter analizzare gli archivi inediti della missione polacca che si è occupata specificatamente di tale argomento, collaborando con il prof. K. Jakubiak (Università di Varsavia).

 

Si intende anche approfondire le tecniche di costruzione delle opere pubbliche principali per comprenderne i modi e tempi, in particolare per ciò che riguarda le fortificazioni, collaborando con i maggiori esperti di questo settore: P. Leriche, direttore del MFSED[7] (CNRS), e J. C. Bessac (CNRS).

 

Alla luce di ciò si potrebbe riuscire ad individuare alcune fasi di sviluppo cittadino. Questioni interessanti potrebbero riguardare:

  • la nascita del sito e l’inserimento nel contesto del territorio limitrofo;
  • l’impianto del temenos centrale, dimensionalmente preminente in tutti i periodi della città, con le sue differenti fasi architettoniche;
  • la costruzione della cinta quadrangolare e l’individuazione dei limiti esatti, in rapporto ai templi minori indagati e in parte datati;
  • l’esistenza di un impianto difensivo interamente in pietra conservato solo presso la porta urbica occidentale e la porta urbica settentrionale interna;
  • la costruzione delle mura urbiche principali, composte da muro esterno e muro interno.    

 

Attraverso i dati provenienti dagli scavi compiuti in vari punti del sito si potrebbe cercare di fornire indicazioni anche di cronologia assoluta delle varie fasi.

 

Altri aspetti da indagare possono riguardare:

  • la viabilità e la circolazione interna alla città;
  • l’approvvigionamento idrico e il rapporto con il wadi interno e i bacini;
  • l’individuazione delle aree sgombre da edifici e la loro funzione, in linea con recenti articoli prodotti da H. Baker sullo sviluppo urbano delle città babilonesi di I millennio a.C.[8];
  • l’accessibilità maggiore o minore di alcune aree cittadine.

 

Nuovi approcci alla lettura dello spazio urbano e dell’architettura si sono sviluppati recentemente, in particolare nel mondo anglosassone. Si cercherà di applicare al caso di Hatra tali chiavi di lettura che si soffermano sulla visibilità dei monumenti e sulla percezione ideologica degli spazi. In particolare, si cercherà di valutare attentamente l’impatto delle aree sacre, soprattutto del temenos, sull’impianto globale. In tal senso sarebbe fondamentale la costruzione di un DEM (Digital Elevation Model) che tenga in considerazione il rapporto tra l’altezza ricostruita degli edifici e le curve di livello del terreno.

 

Il progetto prevede la ricostruzione tridimensionale tramite alcuni programmi specifici (AUTOCAD 3D  e SKETCH UP 8) di un quartiere cittadino o di una sua parte, in modo da poter comprendere la volumetria delle strutture architettoniche e il loro impatto visivo. Tale metodologia è già stata applicata in modo soddisfacente durante la tesi specialistica (fig. 2).

 

Il lavoro comprenderà anche la ricerca di confronti urbanistici con altre città di periodo partico, per arrivare ad una migliore comprensione delle strutture presenti a Hatra, ma anche per identificare se esistano o meno caratteristiche costanti per le città di tale periodo e area. Confronti privilegiati saranno le città di:

  • Assur, indagata dalla missione tedesca di W. Andrae all’inizio del ‘900;
  • Seleucia al Tigri, indagata da varie missioni del CRAST;
  • Dura-Europos, indagata dalla MFSED.

Verranno anche valutati altri centri mesopotamici che hanno rilevato la presenza di quartieri o zone di periodo partico, quali: Babilonia (Merkes), Uruk, Larsa e Nippur. 

 

Recenti studi di carattere urbanistico, quali quelli  di H. Baker per Uruk, prevedono anche l’analisi delle fonti scritte, che possono dare indizi su come dovesse essere la città, la sua percezione e il suo funzionamento[9]. Un lavoro di questo tipo esula dalle competenze archeologiche, rientrando nella sfera storico-filologica. Si cercherà, pertanto, un confronto con filologi che si occupano di lingua hatrena.



[1] Centro Scavi e Ricerche Archeologiche Torino.

[2] La dinamicità del polo torinese su tali argomenti è testimoniata anche da recenti convegni internazionali, ad esempio quello svolto a Torino nel 2010 dal titolo: “Near Eastern Capital Cities in the 2nd and 1st Millennium B.C. Archaeological and Textual Evidences” , interamente edito sulla rivista Mesopotamia del 2011.

[3] Alcune immagini satellitari e aeree sono già state acquisite dalla missione italiana nel corso degli anni (es. immagine IKONOS 2004). Nuove fotografie satellitari, necessarie ai fini della ricerca, verranno reperite nei prossimi mesi.

[4]Altaweel, Hauser 2004; Tucker, Hauser 2006; Tucker, Hauser 2009.

[5] Hauser 1998, 519-520.

[6] Si intende seguire alcuni corsi presso il Politecnico di Torino (prof. Rinaudo) per l’acquisizione di tali competenze interdisciplinari.

[7] Mission franco-syrienne d’Europos-Doura.

[8] Baker 2009.

[9] Baker 2009.

 

Bibliografia di base

 

Al-Salihi, W.

1980, “The Excavation of the Northern Gate” (in arabo), Sumer, Vol. 36, pp.158-189.

1991, “Military Considerations in the Defenses of Hatra”, Mesopotamia, Vol. 26, pp. 187-194.

 

Altaweel, M.; Hauser, S.

2004, “Travelling via Hatra: Trade Routes in the Eastern Jazira according to evidence from ancient sources and modern satellite imagery”, Baghdader Mitteilungen, Vol. 35, pp. 57-84.

 

Andrae, W.

1908, Hatra. Nach Aufnahmen von Mitgliedern der Assur-Expedition des Deutshen Orient-Gesellshaf, I,WVDOG 9, Leipzig.

1912, Hatra. Nach Aufnahmen von Mitgliedern der Assur-Expedition des Deutshen Orient-Gesellshaf, II, WVDOG 9, Leipzig.

 

Baker, H.

2009, “A Waste of Space? Unbuilt Land in the Babylonian Cities of the First Millenium BC”, Iraq, Vol. 61, pp. 89-98.

 

Dirven, L.

2006/2007, “Hatra : A « Pre-Islamic Mecca » in the Eastern Jazirah”, ARAM, Vol. 18-19, pp. 363-380.

 

Dorna Metzger, F.

2000 a, “L’edificio A e la strada settentrionale”, Topoi, Vol. 10, n° 1, pp. 179-196.

2000 b, “Hatra: Gli edifici funerari”, Topoi, Vol. 10, n° 1, pp. 197-215.

 

Foietta, E.

2012, “The defences of Hatra: a Revaluation through the Archive of the Italian Expedition”, Atti del convegno BH4 -Broadering Horizons- (in corso di stampa).

 

Gawlikowski, M.

1990, “The Season of Excavations in Hatra, Iraq”, Polisch Archaeology in the Mediterranean, Vol. 2, pp. 119-121.

1994, “Fortress Hatra. New evidences on ramparts and their history”, Mesopotamia, Vol. 29, pp. 147-184.

 

Hauser, S.

1998, “Hatra und das Königreich der Araber”, in Wiserhöfer 1998, pp. 493-528.

 

Ibrahim, J.

1986, Pre-Islamic Settlement in Jazirah, Baghdad.

1996, “Al Hadr- The Excavation of the Eastern Gate” (in arabo), Sumer, Vol. 58, pp. 25-33.

 

Mieroop, M.

1997, The Ancient Mesopotamian City, New York.

 

Parapetti, R.; Venco Ricciardi, R.

2000, “L’architettura del santuario metropolitano di Hatra”, Topoi, Vol. 10, n° 1, pp. 129-142.

 

Peruzzetto, A.; Valentini, S.

2000, “I sondaggi recenti nel temenos di Hatra”, Topoi, Vol. 10, n° 1, pp. 159-178.

 

Safar, F.; Mustafa, M.

1974, Hatra: the City of the Sun God, (in arabo), Baghdad.

 

Sommer, M.

2003, Hatra: Geschichte und Kultur einer Karawanenstadt im romisch-parthischen Mesopotamien, Mainz.

2004, “The Desert and the Sown: Imperial Supremacy and Local Culture in Partho-Roman Mesopotamia”, Parthica, Vol. 6, pp. 235-246.

 

Tucker, D.; Hauser, S.

2006, “Beyond the World Heritage Site: a Huge Enclosure Revealed at Hatra”, Iraq, Vol. 68, pp. 183-190.

2009, “The Final Onslaught. The Sasanian Siege of Hatra”, Zeitschrift für Orient-Archäologie, Vol. 2, pp. 106-139.

 

Venco Ricciardi, R.

2000, “Hatra. Presentazione del sito”, Topoi, Vol. 10, pp. 87-110.

 

Wiserhöfer, J.

1998, Das Partherreich und seine Zeugnisse, Stoccarda.

Attività di ricerca

Parthian cities urbanism; New technologies in documentation and conservation of cultural heritage; Parthian and Sassanid jewelry; Cultural interaction in the Ancient Near East and Mediterranean

Ultimo aggiornamento: 23/01/2013 11:29
Campusnet Unito
Non cliccare qui!