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Dott. Ezio Claudio Domenico Pia

  • Dottorato: 23° ciclo
  • Matricola: 336469

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Tutore

Massimo Vallerani

Curriculum vitae

Curriculum Vitae

Tesi di dottorato

Ezio Claudio PIA, Università degli studi di Torino

The justice of the Asti’s bishop. Society, economy and civic Church: XIIIth-XIVth centuries


This work is an analysis of forms of social control by Church and Ecclesiastical Court together with political and economic languages as recorded by priests notaries. The work is based on contributions concerning chapters - and their sphere of activity - considered as bodies in a dynamic relation with society. A further main point of this work tackles the view connected to researches about ecclesiastical documentation, starting from the opposition of the activity of Italian priest notaries against the European registrar. These studies are the basis for the analysis of 4000 documents dating back to the XIII and XIV century and recorded in ecclesiastical registri where priest notaries were the chancellors of Curia and at the same time depositary of publica fides. From the analysis of the documentation there is a clear reference to two different competences of the Ecclesiastical offices, that is the activity of Bishop’s Court together with a control over economic relations, strictly connected to the social and financial networks, and not only connected to the Church. Around the Ecclesiastical Court, complex proceedings, settlements of economic relations and regulation of usury represent altogether a part of a process that identifies the criteria of economic and social credibility. These criteria mark the border – that does not excludes ambiguity and uncertainty - between social inclusion and social exclusion.


Ezio Claudio PIA, Università degli studi di Torino 
Società, economia e chiesa cittadina tra xiii e xiv secolo: la giustizia del vescovo di Asti

 

La linea guida della ricerca è costituita dall’analisi dei modi e delle forme mediante i qualila Chiesae il suo tribunale – guidato dai vicari vescovili - orientano le relazioni sociali. Il funzionamento della curia dei vicari è assicurata da chierici notai e l’attività della burocrazia ecclesiastica rivela chiaramente una valenza politica ed economica. Oggetto di studio sistematico è la ricca documentazione ecclesiastica astigiana, in particolare i cartulari capitolari, oltre 4000 carte risalenti ai secoli XIII e XIV. L’elemento centrale è costituito dal duplice ruolo dei notai che operano per la curia dei vicari del presule astese: essi, infatti, stilano atti in qualità di “funzionari” dipendenti dagli uffici vescovili ma nello stesso tempo mantengono le competenze di notaio professionale in grado di autenticare autonomamente la documentazione.

Questa particolare connotazione dei chierici notai della curia astese – che fa di Asti un caso di studio nel quadro europeo - attesta due aspetti dell’attività della burocrazia ecclesiastica: il funzionamento del tribunale coordinato dai vicari vescovili e la certificazione di relazioni economiche, che riguardano circuiti sociali e finanziari ampi, non solo legati alla Chiesa.

Il tribunale vescovile, grazie all’opera dei suoi “funzionari-notai”, realizza una costante opera di mediazione tra spinte economiche e politiche contrapposte: appare cioè una struttura in relazione dinamica con la società. Gestisce  procedure giudiziarie articolate, certifica rapporti finanziari e, infine, regola comportamenti usurai. Tali competenze definiscono criteri di credibilità economica e politica: valutano cioè, approvandoli o sanzionandoli, comportamenti che, non senza incertezze e ambiguità, segnano il confine tra inclusione ed esclusione sociale.

Attività di ricerca

A partire dalla tesi di laurea (Il territorio di Asti tra XII e XIII secolo: progetti e strumenti di organizzazione nel confronto con signori e città del Piemonte centro meridionale, relatore Prof. Renato Bordone), si è occupato degli strumenti diplomatici che portano alla definizione del territorio nella prima età comunale, attraverso uno studio sistematico del liber iurium astigiano. Questo tema è stato ulteriormente approfondito sia in interventi tenuti in occasione di convegni sia con articoli relativi alle forme e ai processi di sperimentazione che guidano la progettualità politica del comune di Asti tra XII e XIII secolo. Le fonti del medioevo piemontese sono state, inoltre, studiate nell’ambito di un progetto sulle fonti onomastiche coordinato dal Dipartimento di Scienze Letterarie e Filologiche dell’Università di Torino.

La partecipazione al Gruppo di Lavoro (diretto dal Prof. Renato Bordone) che ha curato il repertorio sulle chiese romaniche della Provincia di Asti ha permesso di studiare le visite pastorali conservate presso gli archivi diocesani di Asti, Vercelli, Casale Monferrato e Torino; il confronto tra il quadro offerto dai visitatori e le attestazioni dei cartari medievali ha consentito di ricostruire le vicende storiche e architettoniche di una decina di cappelle dell’area nord dell’astigiano. Le visite conservate presso l’archivio vescovile di Asti hanno rappresentato – accanto a registri amministrativi ecclesiastici e alla documentazione catastale e relativa a controversie territoriali (secc. XVI-XVII) – le fonti per un saggio con introduzione di Renato Bordone relativo ai rapporti tra la definizione degli spazi cultuali e la percezione della territorialità in una comunità rurale tra XVII e XVIII secolo.

Ha analizzato, inoltre, la struttura e i linguaggi della memorialistica civica nel periodo terminale dell’Antico Regime, presentando relazioni e pubblicando saggi sull’opera del sacerdote e accademico piemontese S.G. Incisa, autore di un ricco “Giornale” in 44 volumi relativo agli anni 1776-1819.  L’attenzione del cronista delinea il funzionamento delle relazioni comunitarie e permette di individuare la specificità di un’identità cittadina costruita intorno alla dimensione devozionale.

I temi sopra ricordati continuano a essere oggetto di approfondimento; in questo momento, la principale linea di ricerca è quella sviluppata nella tesi di dottorato La giustizia del vescovo di Asti: società, economia e chiesa cittadina tra XIII e XIV secolo.

Ultimo aggiornamento: 19/10/2012 11:08
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